

“Un isola culturale in mezzo ad un lago” così ha definito il suo progetto del nuovo teatro nazionale dell’Opera di Pechino, l’architetto parigino
Paul Andreu, padre anche dell’aeroporto Roissy-Charles-De-Gaulle. E’ probabilmente il cantiere più importante di questo inizio di XXIe secolo: 10 mila operai sul cantiere iniziato otto anni fa, e che sarà completato nel 2008. A due passi dalla Piazza Tienanmen e quasi di fronte alla Città vietata spunta una
scocca metallica rivestita da 22 mila lastre di titanio di
213 metri nella sua parte più lunga, e una vetrata trasparente che come uno scrigno, lascerà intravedere l’ingresso delle quattro sale di spettacolo da 520 a 2500 posti. All’interno dell’immensa struttura, una piccola città: delle vie, delle piazze e degli spazi espositivi. Per accedervi il pubblico dovrà necessariamente passare attraverso una galleria trasparente sotto il bacino d’acqua. L’edificio non mostra infatti nessuna apertura apparente.
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